Elena Ferrante
"Era meraviglioso valicare confini, lasciarsi andare dentro altre culture, scoprire la provvisorietà in ciò che avevo scambiato per definitivo"
"E' stato veramente difficile vivere con tuo figlio.
Non c'è uomo con cui non sia difficile"
"Mi colpì, al solito, il suo sguardo vivacissimo, l'intero organismo pareva appeso agli occhi come una vestaglia"
"E' buona regola non pretendere chissà che ma godersi il possibile"
"Quanto mi sfiniva il nostro rapporto, e quante insidie si nascondevano in ogni gesto, in ogni frase che pronunciavo io, che pronunciava lui"
"Tutto ciò che mi investiva - gli studi, i libri, Franco, Pietro, le bambine, Nino, il terremoto - sarebbe passato e io - qualsiasi io tra quelli che ero andata sommando - io sarei rimasta ferma, ero la punta del compasso che è sempre fissa mentre la mina corre intorno lasciando cerchi"
"Le leggi funzionano con chi le teme"
"Volevo che dicesse nel napoletano sincero della nostra infanzia: che cazzo vuoi, Lenù, sto così perché ho perso mia figlia, e forse è viva, forse è morta, ma non riesco a sopportare nessuna di queste due possibilità, perché se è viva è viva lontano da me, sta in un posto dove le succedono cose orribili, che io, io vedo nitidamente, le vedo tutti i giorni e tutte le notti come se succedessero davanti ai miei occhi; ma se è morta sono morta pure io, morta qui dentro, una morte più insopportabile della morte vera che è morte senza sentimento, mentre questa morte qui ti costringe ogni giorno a sentire ogni cosa, a svegliarti, a lavarti, a vestirti, a mangiare e bere, a lavorare, a parlare con te che non capisci o non vuoi capire"
"Ogni rapporto intenso tra esseri umani è pieno di tagliole e se si vuole che duri bisogna imparare a schivarle"
"Eh, disse una volta, quante storie per un nome: famoso o no, è solo un nastrino intorno a un sacchetto riempito a vanvera con sangue, carne, parole, merda e pensierini"

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