Michele Mari
"Non ero forse un cultore di mostri, disposto con ogni mia fibra a farmeli amici, a capirli, ad amarli?"
"Fascisti, lumache e francesi: l'assurda collocazione di queste categorie in un'unica scala mi affascinava fino all'entusiasmo"
"Mi ripetei mentalmente che non dovevo avere paura, non dovevo avere paura, non dovevo avere paura: perché era invece avventura"
"Ecco cos'ero per lui, un ragazzino morboso.. io credevo di essere un'adolescente stevensioniano, ed ora scoprivo che da fuori la mia inquietudine romanzesca non si vedeva, si vedeva solo morbosità e rottura di scatole.. me ne andai incollerito, ma bastarono pochi metri per dire a me stesso che in fondo non era mica male, la morbosità."

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